Archive | May, 2012

Sasha Grey e la provocazione anti disparità

15 May

La provocazione si sa, è il miglior modo per attirare l’attenzione, anche per quanto riguarda le cause più alte e nobili. Se poi la ricetta include come ingrediente il sesso allora siamo certi che il messaggio arriverà forte e chiaro, o perlomeno non passerà inosservato.

Sono stata sibillina? Mi spiego meglio.

La questione è quella annosa e antipatica della parità tra uomo e donna. Per essere più precisi del gap che noi signore e signorine scontiamo in termini di salario con i nostri colleghi maschi che guadagnano molto di più ricoprendo posizioni che le lavoratrici difficilmente riescono a raggiungere. Intrappolate, per usare la solita metafora, sotto il soffitto di cristallo.

Non vi annoierò con i motivi storici, culturali, economici, che stanno dietro a questa situazione altrimenti, cari lettori, a causa della furia che si scatenerà in me, scapperete tutti a gambe levate dal nostro blog e non ci metterete mai più piede. Vi racconterò, invece, cosa il piccolo, ma a quanto pare fantasioso, Belgio  ha inventato per sollevare il dibattito su questo tema. In occasione dell’ottava edizione dell’Equal Pay Day, la giornata a sostegno della parità salariale, (come se un giorno all’anno potesse compensare le discriminazioni che quotidianamente…ok, ok…vi vedo già scappare, torno alla storia…) per celebrare questa giornata, dicevo, il gruppo di attiviste belghe Zij-kant ha arruolato una testimonial d’eccezione: Sasha Grey. Maschietti, non ditemi che non sapete nulla di lei perché non ci credo. Stiamo parlando di una pornostar di fama internazionale, pluripremiata per scene che, a quanto pare, sono entrate nella storia delle pellicole hard.

Nascono così una serie di video con protagonista la bellissima e giovanissima Sasha corredati dallo slogan: “Porn is about the only way for women to make more than men” che tradotto viene più o meno così: “Donne, se volete guadagnare come o più degli uomini datevi alla pornografia”. Un messaggio audace e potente, che sembra voler estremizzare la questione al punto da segnalare il mondo a luci rosse come l’unica e l’ultima alternativa che ci è rimasta. Un’esagerazione? Certo. Ma permettetemi di fare alcune considerazioni personali.

Il messaggio provocatorio non è così difficile da comprendere se si considera che in Belgio le lavoratrici continuano a guadagnare, in media, il 22% in meno dei parigrado dell’altro sesso, ma il fenomeno è su scala mondiale. Non c’è paese che non registri dati simili. Persino negli Stati Uniti, nel giugno 2011 la Corte Suprema ha rigettato un caso di presunta discriminazione salariale nei confronti di un gruppo di lavoratrici perché “le donne” non rappresentano una classe.

Quante persone avrebbero ascoltato lo spot se fosse stato un minuto e mezzo di “propaganda femminista”? L’annuncio Sasha Grey mette sicuramente a disagio, ma ciò che davvero dovrebbe disgustarci è la continua sottovalutazione delle donne sul posto di lavoro. Perciò l’idea che alle donne rimanga solo la prostituzione per superare la differenza retributiva è un duro monito che qualcosa DEVE essere fatto. A questo punto, quindi, mi verrebbe da dire va bene tutto purché se ne parli.

E voi cosa ne pensate? Vi lascio con questi interrogativi.

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Necrofilia legale in Egitto?

3 May

Considerata da sempre come una delle pratiche sessuali più deviate, la necrofila potrebbe diventare addirittura legale in Egitto. La notizia che ha dell’assurdo, è stata resa nota dal canale d’informazione Al Arabiya secondo cui il parlamento egiziano sarebbe sul punto di  approvare due leggi un tantino controverse sulla sessualità dei suoi cittadini.

Il progetto di legge prevede, infatti, la legalizzazione dei matrimoni con ragazze che hanno compiuto il 14esimo anno di età e la possibilità di fare sesso con la propria moglie defunta nelle 6 ore successive al decesso.

Ammetto di avere i brividi in questo momento, e non di piacere!!!

L’Egypt’s National Council for Women (NCW) ha chiesto formalmente al partito islamico, maggioritario in Parlamento, di non approvare le due leggi in quanto lesive dei più fondamentali diritti della donna.

Il Parlamento egiziano potrebbe introdurre così una vera e propria legalizzazione di una pratica messa al bando dalla società e dall’etica da millenni. Erodoto ne “Le Storie” racconta di come, proprio nell’antico Egitto, i corpi senza vita di donne particolarmente avvenenti venissero lasciati in decomposizione per almeno 3 o 4 giorni prima di darli agli imbalsamatori, in  modo da evitare che la bellezza del loro corpo esposto e senza più protezione potesse indurre in tentazione gli imbalsamatori.

All’origine di tale proposta di legge ci sarebbero le parole di un religioso Marocchino, tale Zamzami Abdul Bari, che sostenendo l’indissolubilità del matrimonio anche oltre la morte, di fatto consente, anche dal punto di vista religioso, l’unione con la defunta o defunto. Eh sì perché secondo il religioso anche le donne potrebbero approfittare di un occasione così succulenta, il modo poi, spero che lo spiegherà in privato a tutte noi.

Ma che fine ha fatto il vecchio e caro “Finché morte non vi separi”?

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