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Il preservativo della discordia

20 Jan

Cari lettori proponiamo per voi una libera traduzione di questo interessante articolo apparso sul magazine francese http://www.secondsexe.com/ . Buona lettura.

I produttori americani dei film a luci rosse sono furiosi. La ragione? Il sindaco di Los Angeles ha deciso di dare un duro colpo all’industria del porno californiana e di promulgare una legge che impone l’utilizzo del preservativo in tutti i film hard. Nel caso in cui i registi o i produttori decidessero di non rispettare la legge potrebbe non vedersi più rinnovata la licenza professionale.

Una decisione del genere non poteva che provocare delle polemiche in una città che accoglie il 90% del girato del settore. Anche perché fin’ora la preesistente legge californiana che imponeva l’uso del preservativo non era affatto rispettata, con grande disappunto da parte delle associazioni di lotta contro l’AIDS.

Per i produttori, rendere il profilattico obbligatorio colpisce alla base il diritto imprescindibile della creazione artistica ed inoltre, a loro avviso, il pubblico non vuole vedere scene di sesso protetto. Considerato inoltre che il rischio di trasmissione del virus dovrebbe essere scongiurato dai continui test a cui gli attori si sottopongono ogni 30 giorni. Controlli che tuttavia non hanno impedito negli ultimi anni la scoperta di molti casi di attori sieropositivi che hanno causato il blocco momentaneo delle riprese

Il pugno duro delle autorità municipali potrebbe però ritorcersi contro l’economia della città stessa.  La valle di San Fernando dove si concentrano la maggior parte delle aziende del cinema X costituisce uno dei polmoni dell’economia locale. Le decisioni del sindaco rischiano semplicemente di far delocalizzare la produzione in altre città meno “restrittive”. C’è da chiedersi se in piena crisi economica il sindaco sia disposto a correre il rischio di perdere questa gallina dalle uova d’oro anche se in nome di una giusta causa quale la lotta all’AIDS.

Leggi altri post su www.exsess.wordpress.com 

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Un orgasmo mai visto prima

26 Nov
Dell’orgasmo credevamo di sapere tutto. Ne parliamo continuamente, spesso ne proviamo il gusto, di sicuro contribuiamo a provocare quello dei nostri partners. Molti lo desiderano ardentemente senza che lui si manifesti e, a volte ahimé, abbiamo dovuto pure simularlo. Eppure resta sempre un mistero. Almeno per noi comuni mortali. Per il professore Barry Komisaruk  della Rutgers University nel New Jersey, invece, l’apice del godimento non ha più alcun segreto. Al contrario, sottoponendo una donna di 54 anni ad una risonanza magnetica del suo cervello, ha mostrato al mondo intero cosa succede tra i ricettori nervosi al momento dell’orgasmo. L’effetto è strabiliante. Nel video si vede inizialmente il cervello della donna in una situazione normale (di colore rosso), man mano che la signora si autostimola -nell’intimità della macchina- il colore volge al giallo; al momento del raggiungimento dell’orgasmo la quasi totalità delle strutture cerebrali si irradiano di bianco, per poi ritornare lentamente alla fase iniziale. La signora protagonista dell’esperimento ha raccontato al quotidiano londinese The Guardian, con un bel sorriso soddisfatto, di essersi esercitata a lungo per ridurre al minimo i movimenti della testa al momento dell’orgasmo e, nonostante ciò, ha dovuto indossare una maschera che impedisse il movimento dei muscoli facciali e permettesse di portare a termine l’esperimento.
Gli studi del professor Komisaruk sono stati però criticati perché non considerati prioritari, come se il raggiungimento dell’orgasmo non fosse qualcosa di fondamentale importanza. Per nostra fortuna lo studioso americano non demorde e continua a  dare spiegazioni scentifiche a comportamenti particolari del nostro corpo. L’anno scorso ad esempio ha scoperto che, in alcune donne, le parti del cervello che ricevono normalmente le sensazioni provenienti dagli organi genitali venivano attivate anche quando ad essere stimolati erano… i capezzoli. Beate queste donne, aggiungerei.


Fregate da una pillola

30 Oct

Ebbene sì care compagne di pillola…abbiamo sempre pensato che le nostre scelte sbagliate nel campo del sesso fossero frutto di traumi infantili, complessi vari, insicurezze o semplicemente una spaventosa sfiga. Ma grazie a una ricerca della prestigiosa  Royal Society, l’accademia nazionale inglese delle scienze, possiamo scrollarci di dosso ogni senso di colpa e smettere di autocommiserarci…almeno noi che abbiamo l’alibi della pillola anticoncezionale! Infatti secondo lo studio sarebbe proprio la contraccezione orale a modificare la naturale propensione verso uno o l’altro candidato a ricevere il nostro frutto proibito.
Le nostre preferenze rispetto a un partner in realtà cambiano a seconda dei nostri livelli ormonali: nei periodi non fertili siamo più attratte da uomini premurosi, affidabili e che risultano degli ottimi candidati ad essere i padri dei nostri figli, ma che magari non sono proprio dei tori a letto; quando invece siamo fertili, e quindi infoiate come delle pantere in calore, le attenzioni e l’affidabilità possono anche andare a quel paese e la scelta ricade su uomini virili, fisicamente attraenti e prestanti. La contraccezione orale non fa altro che appiattire questi livelli ormonali rendendoli quasi sempre più vicini al periodo non fertile.
E noi povere stupide che ci rimpinziamo di ormoni e ci facciamo venire la cellulite pure nelle orecchie sottostiamo anche a questi giochetti chimici crudeli che ci faranno scegliere un partner sensibile come un orsetto del cuore ma con prestazioni non soddisfacenti. Bella fregatura!
Ma non disperate compagne, non ci sono solo  brutte notizie. La ricerca ha rivelato infatti che esiste anche un effetto “positivo”: le donne che assumono la pillola tendono ad avere relazioni più durature e sono meno propense a separarsi da quei winnie the pooh che si sono scelte grazie a quel rullo compressore che appiattisce i loro livelli ormonali!….ma quanto siamo fortunate?!

http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/early/2011/10/10/rspb.2011.1647

Paese che vai, misure che trovi

27 Oct

Vi sto per raccontare una storia in cui, è il caso di dirlo, le dimensioni contano…eccome se contano! I cinesi ormai producono ed esportano ogni tipo di merce in tutto il mondo e i preservativi non fanno eccezione. Quando però questi devono essere venduti nel superdotato Sudafrica le regole del mercato si inchinano necessariamente a Madre Natura. Ben 11 milioni di pezzi realizzati in Cina sono stati rispediti al mittente perché più corti del 20%. Troppo piccoli quindi per essere usati dai cittadini africani. Cioè, come se provassimo a fare indossare ad un giocatore di rugby  la maglia di nostro cugino di 5 anni. Vi sto vedendo: tutte a ridere sotto i baffi ricordando il mito del “big bamboo” e arrossendo un po’ per averci fatto un pensierino almeno una volta nella vita. Qui, però, la grandezza di ciò che è contenuto negli slip , prima di essere un dettaglio che ha alimentato centinaia di leggende metropolitane,  è una questione di salute. Oltre al problema della misura, infatti, questi profilattici non sono sicuri, e nel paese con il più alto tasso di infezioni da HIV la faccenda non è da sottovalutare. Detto questo, nulla ci vieta di continuare a fantasticare su possenti uomini dagli occhi profondi, la pelle color di ebano, i muscoli torniti, il…ok, ok la smetto…fatemi almeno ringraziare la mia amica L. che in una sera di chiacchiere e purè, tutta al femminile, si è ricordata di questa notizia.

http://it.peacereporter.net/articolo/30509/Sudafrica,+aids%3A+no+ai+preservativi+cinesi,+troppo+piccoli

P.S: Se poi proprio non potete fare a meno di fantasticare ecco la mappa delle misure genitali maschili nel mondo. Cliccatela e sbizzarritevi con le classifiche!

Eccitante relax

25 Oct

Nella lista degli sport, delle diete e degli hobbies che ho iniziato e poi mollato in un lampo, di certo lo yoga è al primo posto. Trascinata da mia madre che mi ha convinta con un mortificante “ti vedo un po’ stressata” la mia sola ed unica lezione ha avuto come esito quello di farmi uscire dalla palestra più nervosa di prima.  Ma domani correrò ad iscrivermi ad un corso e sarò un’allieva modello, giuro. Il perché è presto detto. Pare che, tra un piegamento e l’altro, non sia raro arrivare all’orgasmo. Sarebbe proprio lo stato di relax che pervade l’organismo e i muscoli a trasformarsi in piacere. Quella che sembra una strana magia non aveva provocato altro che un sorrisetto nella comunità scientifica, ma ora lo “Yogasm” desta sempre più interesse. Sarà anche per le curiose descrizioni di chi l’ha sperimentato. “Mentre ero chinata in avanti e respiravo, concentrandomi profondamente, di colpo, dopo aver sentito formicolii per tutto il corpo, sono stata invasa da un’intensa sensazione di piacere, che, imbarazzata, ho tentato di sopprimere per evitare che nella stanza se ne accorgessero”. Ha dichiarato Kelly Morris istruttrice della disciplina a New York. Secondo gli esperti, uno dei motivi per cui alcune donne possono provare sensazioni particolarmente intense durante le sessioni sta nel fatto che parecchi esercizi di questa pratica mirano proprio ad allenare e a rinforzare i muscoli pelvici, che si trovano in prossimità della zona genitale.  Inoltre, anche gli studenti che non sono “yogasming” pare che abbiano comunque un miglioramento della qualità e quantità di orgasmi durante il sesso. Sarà vero? Non so, ma ora capisco, cara mamma, perché non perdi neanche una lezione.

 http://www.thedailybeast.com/articles/2011/09/28/yogasms-on-the-rise-instructors-say-yoga-related-orgasms-are-real.html

Vagine a regola d’arte

24 Oct

Abbiamo detto sì alla depilazione inguinale, poi ci siamo lasciate convincere al disboscamento selvaggio del nostro triangolo delle bermuda riducendone la selva di cui la natura l’aveva fornita a un elegante prato inglese di dimensioni sempre più ridotte. Abbiamo accettato la nuova moda del “landing strip”, letteralmente pista d’atterraggio, e infine abbiamo esposto con orgoglio il nostro pube d’alabastro preadolescenziale, anche se a costo di ingoiare lacrime sul lettino dell’estetista. Ma visto che non c’è mai fine al masochismo femminile ora strizziamo l’occhio a una nuova pratica che renderà le nostre vagine più belle, più polpose e sopratutto più omologate. Da alcuni anni infatti la labioplastica, cioè la correzione delle piccole labbra per mezzo della chirurgia estetica, comincia a diventare una pratica fin troppo diffusa. L’allarme è stato lanciato da una ricerca del King’s College di Londra che sta cercando di individuare le ragioni della crescita esponenziale di questi interventi “estetici” nel Regno Unito. Solo per darvi qualche cifra, uno studio pubblicato dal British Journal of Obstetrics and Gynaecology nel 2009 rivelava un aumento del 70% del numero delle donne che vi hanno fatto ricorso rispetto all’anno precedente. Se nel 2006, infatti, si raggiungeva la cifra dei 404 interventi annuali, nel 2008 il numero è arrivato a ben 1.118. Lo studio dà la colpa alla cosiddetta “pornificazione” della cultura moderna. Uomini e donne fanno un uso sempre più massiccio di prodotti pornografici, pratica del tutto salutare a nostro giudizio, ma che a quanto pare sta provocando una vera e propria ossessione perfezionista nelle parti basse delle donne. Abbiamo quindi deciso di lanciare un appello: se i porno made in America attuali vi fanno sentire una cozza nel più intimo della vostra sessualità e bramate diventare una albicocca liscia e profumata , lasciate perdere le varie Jenna Jameson e Tera Patrik e ritornate ai film anni 80 di Mario Salieri, riscoprirete la bellezza della vostra compagna di giochi più intima.

E poi, come si dice dalle mie parti, ogni labbro sta alla sua vagina!

http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2011/feb/27/labiaplasty-surgery-labia-vagina-pornography

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