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Sasha Grey e la provocazione anti disparità

15 May

La provocazione si sa, è il miglior modo per attirare l’attenzione, anche per quanto riguarda le cause più alte e nobili. Se poi la ricetta include come ingrediente il sesso allora siamo certi che il messaggio arriverà forte e chiaro, o perlomeno non passerà inosservato.

Sono stata sibillina? Mi spiego meglio.

La questione è quella annosa e antipatica della parità tra uomo e donna. Per essere più precisi del gap che noi signore e signorine scontiamo in termini di salario con i nostri colleghi maschi che guadagnano molto di più ricoprendo posizioni che le lavoratrici difficilmente riescono a raggiungere. Intrappolate, per usare la solita metafora, sotto il soffitto di cristallo.

Non vi annoierò con i motivi storici, culturali, economici, che stanno dietro a questa situazione altrimenti, cari lettori, a causa della furia che si scatenerà in me, scapperete tutti a gambe levate dal nostro blog e non ci metterete mai più piede. Vi racconterò, invece, cosa il piccolo, ma a quanto pare fantasioso, Belgio  ha inventato per sollevare il dibattito su questo tema. In occasione dell’ottava edizione dell’Equal Pay Day, la giornata a sostegno della parità salariale, (come se un giorno all’anno potesse compensare le discriminazioni che quotidianamente…ok, ok…vi vedo già scappare, torno alla storia…) per celebrare questa giornata, dicevo, il gruppo di attiviste belghe Zij-kant ha arruolato una testimonial d’eccezione: Sasha Grey. Maschietti, non ditemi che non sapete nulla di lei perché non ci credo. Stiamo parlando di una pornostar di fama internazionale, pluripremiata per scene che, a quanto pare, sono entrate nella storia delle pellicole hard.

Nascono così una serie di video con protagonista la bellissima e giovanissima Sasha corredati dallo slogan: “Porn is about the only way for women to make more than men” che tradotto viene più o meno così: “Donne, se volete guadagnare come o più degli uomini datevi alla pornografia”. Un messaggio audace e potente, che sembra voler estremizzare la questione al punto da segnalare il mondo a luci rosse come l’unica e l’ultima alternativa che ci è rimasta. Un’esagerazione? Certo. Ma permettetemi di fare alcune considerazioni personali.

Il messaggio provocatorio non è così difficile da comprendere se si considera che in Belgio le lavoratrici continuano a guadagnare, in media, il 22% in meno dei parigrado dell’altro sesso, ma il fenomeno è su scala mondiale. Non c’è paese che non registri dati simili. Persino negli Stati Uniti, nel giugno 2011 la Corte Suprema ha rigettato un caso di presunta discriminazione salariale nei confronti di un gruppo di lavoratrici perché “le donne” non rappresentano una classe.

Quante persone avrebbero ascoltato lo spot se fosse stato un minuto e mezzo di “propaganda femminista”? L’annuncio Sasha Grey mette sicuramente a disagio, ma ciò che davvero dovrebbe disgustarci è la continua sottovalutazione delle donne sul posto di lavoro. Perciò l’idea che alle donne rimanga solo la prostituzione per superare la differenza retributiva è un duro monito che qualcosa DEVE essere fatto. A questo punto, quindi, mi verrebbe da dire va bene tutto purché se ne parli.

E voi cosa ne pensate? Vi lascio con questi interrogativi.

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