Il fine che giustifica il topless

22 Nov

Spogliarsi per amore, per mestiere o per far valere propri diritti. Magari in piazza San Pietro finendo sulla stampa di tutto il mondo. Non solo uno scandalo, ma anche un apparente controsenso se la protesta riguarda il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali. Stiamo parlando del movimento ucraino FEMEN. Donne diventate famose su scala internazionale per la pratica di manifestare in topless, inventando scenette provocatorie. Come quando, in mutande, si sono fatte sculacciare sul sedere da finti manager maschi per protestare contro il mobbing. Ovviamente le femministe un po’ più attempate le guardano con sospetto, forse anche con un po’ di invidia per i loro seni e glutei ancora sodi, dato che la colonna portante è costituita da studentesse tra 18 e 20 anni. Le “sessantottine” considerano la scelta del nudo come asservita al sistema di mercificazione del corpo femminile. Ma le ucraine sembrano non curarsi delle critiche e giustificano i loro metodi affermando che è l’unico modo per essere ascoltate. Potenti nelle immagini, quanto nelle parole: “Se manifestassimo con il solo ausilio di cartelloni, le nostre richieste non sarebbero nemmeno notate”. FEMEN ha ambizioni tutt’altro che modeste. Pianifica, infatti, di diventare il più grande ed influente movimento femminista in Europa. Nonché di trasformarsi in un vero e proprio partito politico per partecipare attivamente alle prossime elezioni. Chissà se anche in Parlamento entreranno in deshabillé. Chi può dire cosa sia giusto e cosa no, l’augurio, comunque, è che queste ragazze raggiungano il loro scopo soprattutto per il bene del loro paese.

Per la cronaca: Alle manifestazioni del gruppo partecipano circa 20 volontarie in topless insieme agli oltre 300 membri completamente vestiti tra cui anche molti uomini.

Un’ultima curiosità: Facebook inizialmente cancellò la pagina di FEMEN in quanto sospettata di pornografia.

http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2011/apr/15/ukrainian-feminists-topless-campaign?INTCMP=SRCH

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One Response to “Il fine che giustifica il topless”

  1. Enzo Furfaro November 22, 2011 at 11:20 am #

    l’altro giorno ho visto un servizio su “femen”alle iene..e credo che sempre di rivendicazione si tratta al di là del metodo…..ciò non toglie che siano anche belle tope….e alle “rivendicazioni” fa sempre piacere……………

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